Villa da Porto
"Lo scenario era grottesco quanto loro e sembrava tolto da un baraccone da fiera. Ma Giulietta! Immagina, Enrico, una fanciulla di neppur diciassette anni, con un piccolo volto simile a un fiore, una testolina greca, fasciata da una matassa di lisci capelli neri, occhi pieni di passione: due abissi viola, labbra come petali di rosa. La più bella cosa che abbia mai visto."
"Dorian, Dorian prima di conoscerti, l'arte era l'unica realtà della mia vita, vivevo solo nel teatro, credevo che tutto ciò fosse vero. [...] Conoscevo solo delle ombre e le credevo realtà. Tu sei venuto, oh amore mio, e hai liberato il mio animo dalla prigione: mi hai insegnato che la realtà è realmente. Tu mi hai dato qualche cosa di più alto, qualche cosa di cui tutte le arti non sono che un riflesso: tu mi hai fatto conoscere quello che realmente è l'amore. [...] Che cosa ho in comune con i fantocci di un palcoscenico? [...] Li sentivo fischiare e sorridevo. Che cosa posso conoscere loro di un amore come il nostro?"
"Tu hai ucciso il mio amore. [...] Eccitavi la mia immaginazione: adesso non risvegli nemmeno la mia curiosità, mi sei soltanto indifferente. Ti ho amato perché eri meravigliosa, perché avevi genio e intelletto, perché davi realtà ai sogni dei grandi poeti e forma e sostanza alle ombre dell'arte. Adesso hai disperso tutto: sei frivola e sciocca."
Oscar WILDE, Il ritratto di Dorian Gray.
Io, lontano dalla gente, dipingevo pareti con nuvole colorate. Un giorno le persone hanno cominciato a guardare meravigliata la maniera in cui disperdevo vernice nell'aria. Magia. Capii che quel che prima facevo solo per me potevo regalarlo a loro. Ho cercato di far capire cosa stava dietro un mondo d'immagini e colori. Ma le persone s'annoiano presto. S'innamorano del prestigio e restano indifferenti al suo significato.

